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Rientro dell’incontro con la prefettura venerdì 20 aprile

domenica 22 aprile 2018

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Sul dossier depositato oggi in prefettura dalla delegazione congiunta del movimento.

Oggi la delegazione inter-componenti del movimento ha depositato in prefettura un file che raccoglie più di trentacinque "schede di progetto" (vedi diagramma sotto) di cui oltre due terzi riguardano attività agricole.

Queste carte, che raggruppano progetti individuali o associativi, sono tutte nominative.

Contrariamente a quanto sostenuto dal governo e ad alcune figure passate del movimento, non era intenzione degli occupanti nascondersi nell’anonimato, ma continuare a difendere un progetto collettivo, per evitare che i file venissero istruiti individualmente, lasciando al potere la possibilità di dividere ancora i bravi Zadisti e i cattivi Zadisti.

Ancora una volta, le dichiarazioni della stampa di questi giorni stanno cercando di creare lo spettroa dei “radicali” che non avrebbero nulla a che fare qui: gli e le occupanti intendono rispettare il patto fatto in passato dall’intero movimento anti-aeroporto nel quadro delle discussioni sul futuro della zad dopo l’abbandono del progetto dell’aeroporto, sintetizzato nel testo dei 6 punti: cioè che tutte le persone che hanno partecipato alla lotta possano rimanere in questo territorio e costruirvi progetti, agricoli o meno, ufficiali o fuori norma.

Per ora, di fronte alla minaccia di uno Stato che usa la forza per contrastare qualsiasi opposizione, lavoratori delle ferrovie, studenti, zadisti, il movimento ha fatto la scelta di accettare le condizioni della Prefettura. Questo non è stato fatto senza dubbi, animate discussioni, pressioni. Alcuni occupanti si preoccupano della deriva legalista della zad, mentre altri ribadiscono che la cosa prioritaria è impedire una nuova ondata di sgomberi.

Oggi, venerdì 20 aprile, la delegazione inter-componenti ha dunque depositato vari dossier individuali per soddisfare la richiesta dello Stato. Questi dossiers riguardano quasi tutte le terre occupate e la maggior parte delle attività svolte nell’area. Tuttavia, solo i dossiers agricoli saranno trattati per il momento dalla DDTM (Direzione dipartimentale dei territori e del mare). Molte attività, artigianali, culturali, politiche, non entraano e senza dubbio non entreranno mai nella loro ristretta casistica.

Riaffermiamo che ciò che viviamo sulla zad non può essere tagliato, frammentato, che il nostro progetto di vita, contrariamente all’individualismo liberale pronunciato da Macron, è collettivo. È per queste ragioni che presentiamo, in parallelo ai "progetti" nominativi, una proposta per un accordo di occupazione precaria a nome della "Associazione per un futuro comune nel bocage". Per mostrarvi la complessità dei legamii e delle interdipendenze aggiungiamo un diagramma esplicativo delle interdipendenze tra i progetti. E’ stato presentato in Prefettura.

Ora aspettiamo una risposta e chiediamo ai nostri sostenitori di rimanere vigili e pronti a mobilitarsi se, nonostante questo gesto di pacificazione, le operazioni di sgombero dovessero riprendere la prossima settimana.

diagramma esplicativo delle interdipendenze tra i progetti